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Violenza di genere e vittime vulnerabili

LA RETE TERRITORIALE E LA PRESA IN CARICO DELLE VITTIME DI REATO: L’ESPERIENZA DELLO SPAZIO ASCOLTO ACCOGLIENZA VITTIME DI REATO IN DIVERSE REALTA’ DELLA REGIONE LAZIO



LAURA CANULLA


La normativa internazionale prevede l’adozione di azioni e strategie operative volte a prevenire la violenza e riconoscere i bisogni delle vittime di reati, restituendo dignità e protezione in ogni fase dell’iter processuale, a partire dalle caratteristiche individuali, relazionali e contestuali ma anche delle specifiche risposte che il sistema – a livello giudiziario, sociosanitario, psicologico, legale, etc. – può e deve essere in grado di erogare.

Il sapere psicologico ha in tal senso avuto un ruolo centrale: da una parte, gli studi sulle conseguenze psicologiche prodotte dall’impatto delle vittime (presumibilmente già provate dall’offesa subita) con il sistema giudiziario (vittimizzazione secondaria), dall’altra, le evidenze scientifiche sulle conseguenze psicologiche a breve, medio e lungo termine sulla salute della violenza e in generale degli eventi potenzialmente traumatici durante l’infanzia.

Alcune importanti convenzioni europee (Convenzione di Lanzarote, 2007 e Convenzione di Istanbul, 2011) - e le leggi nazionali di ratifica - hanno avuto un ruolo determinante per permettere che le persone vulnerabili vittime e/o testimoni di reati come l’abuso o lo sfruttamento sessuale o la violenza domestica ricevano la dovuta assistenza psicologica sin dalla raccolta delle loro prime dichiarazioni in apertura dell’iter giudiziario, grazie ad un lavoro integrato tra magistratura, polizia giudiziaria ed esperti/e.

La presa in carico della violenza impatta, inoltre, sul servizio pubblico nazionale con costi economici e sociali molto alti e che la rilevazione precoce dei casi insieme ad un sistema di prevenzione primaria più efficace e tempestivo potrebbe ridurre. La prevenzione, la protezione delle vittime e le azioni di contrasto sono state indicate come linee strategiche di intervento contro la violenza di genere e domestica nell’ambito delle linee guida governative della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2017).

Un grande impulso deriva dalla Direttiva Europea 29 del 2012 che invita gli Stati membri ad adottare le misure più idonee per accogliere le vittime fin dal primo approccio con l’iter giudiziario, attraverso una valutazione attenta dei loro bisogni, l’individuazione di eventuali condizioni di vulnerabilità e l’erogazione di interventi deputati a fornire informazioni e sostegno (psicologico, legale, sanitario, etc.) diminuendo il rischio che l’incontro tra la vittima e il sistema giudiziario produca danni emotivi o psicologici attivando azioni e strategie di protezione.

La Direttiva riconosce alle vittime diritti di informazione e accoglienza psicologica promuovendo l’istituzione di servizi generali di assistenza alle vittime e servizi specialistici, gestiti da enti pubblici o non governativi, organizzati su base professionale o volontaria. Si rappresenteranno esempi virtuosi nel territorio della Regionale Lazio in tal senso, come le

progettualità nate dall’incontro tra il sistema sociosanitario e giudiziario: nell’ambito del distretto giudiziario di Tivoli (RM) (2016) su impulso della Procura della Repubblica di Tivoli e della ASL Roma 5 insieme all’Ordine degli Psicologi del Lazio e all’avvocatura di Tivoli, le progettualità sviluppate nei territori di competenza della Procura di Frosinone (2018), Viterbo (2019) Civitavecchia e Velletri (2021).

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