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Lie detection mediante eye-tracking: uno nuovo paradigma di rilevazione dellamenzogna

Alice Naomi Preti

Lorenzo Diana

Barbara Barbieri

Stefano Zago

Giuseppe Sartori

Nadia Bolognini


La necessità di identificare la menzogna nel contesto forense sta portando allo sviluppo di nuove tecniche di lie detection. Il presente studio si inserisce in questo contesto con lo scopo di indagare la validità di un nuovo approccio multimetodologico che coniuga il paradigma del carico cognitivo, secondo cui mentire richiede più risorse cognitive rispetto al dire la verità (Zuckerman et al., 1981; Vrij et al., 2011), con l’analisi dei movimenti oculari (Wang et al., 2010; Walczyk et al., 2012; Gulotta & Marieni, 2021). In particolare, sono stati misurati i parametri oculari di dilatazione pupillare e di ammiccamento in relazione ai tempi di reazione in un contesto di ‘falsa identità’ indotta (Verschuere &

Kleinberg, 2016; Monaro et al., 2018), mediante un task composto da domande a risposta dicotomica (vero o falso). I partecipanti (n=61, età=23±2.7 anni, scolarità=15±1.9 anni) sono stati suddivisi nelle condizioni sperimentali di ‘sinceri’, ai quali veniva richiesto di svolgere il compito sperimentale riferendosi alla propria identità reale, e di ‘mentitori’, a

cui veniva richiesto di memorizzare una falsa identità e di rispondere al medesimo pool di domande facendo riferimento alla nuova identità assunta. I risultati evidenziano che i mentitori possono essere riconosciuti efficacemente sulla base dei loro tempi di risposta, confermando la validità di questo indicatore. Inoltre, l’analisi dei movimenti oculari ha evidenziato una differenza nella dinamica di dilatazione pupillare: il carico cognitivo imposto dalle domande inaspettate si accompagna ad una prolungata dilatazione pupillare nei mentitori, assente nella condizione sinceri. Tali risultati evidenziano la potenzialità applicativa dell’analisi dei movimenti oculari per la rilevazione della menzogna.

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