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“L’operazione decisoria” da emanazione divina alla prova scientifica. Passando per Rabelais.


a cura di De Cataldo Neuburger L.

CEDAM editore, 2014


Psicologia & Giustizia

Anno XV, numero 2

Luglio – Dicembre 2014





L’ ‘operazione decisoria’ nata e studiata nel contesto tradizionale del diritto, oggi riguarda anche discipline apparentemente lontane come l’economia, la medicina, la psicologia, le neuroscienze, l’intelligenza artificiale. Un’apertura quantomeno insolita per la tradizionale posizione di isolamento che da sempre le ha caratterizzate ma che ha consentito di individuare precisi punti di riferimento per quanto attiene al requisito della decisione. Questo cambiamento di prospettiva è stato letteralmente destabilizzante per il tradizionale punto di vista su concetti come la verità, la realtà e la conoscenza ma, al tempo stesso, entusiasmante per nuove e inedite escursioni in questi ambiti.

Oggi, il nuovo nodo nevralgico è rappresentato dalla prova scientifica, che investe e interessa saperi diversi, fino a quel momento arroccati nelle rispettive fortezze. Anche il percorso che compie il giudice per arrivare alla sentenza è investito in pieno da nuove visioni e revisioni di principi e di metodo.

Assumendo un atteggiamento metodologico corretto, si può concludere che la scoperta dei fenomeni complessi, ai quali appartengono tutte le discipline prese in esame, non segna la fine della causalità, della verità o della realtà, ma richiede una metodologia e un approccio diverso, come quello utilizzato dalla scienza.


Il libro racchiude gli atti dell’omonimo convegno organizzato nel maggio 2013 dall’ISISC di Siracusa in collaborazione con la Società di Psicologia Giuridica con lo scopo di indagare il ruolo, il metodo e i punti critici dell’operazione decisoria in settori che vanno oltre il diritto.

L’autrice ha scelto per la copertina del volume un’immagine che ne racchiude il senso: si tratta del quadro di Salvador Dalì intitolato “Gala di spalle che guarda il Mar Mediterraneo”. Ed è quello che si vede guardando il quadro da vicino. Da lontano, invece, si vede un ritratto di Abraham Lincoln, il Presidente degli Stati Uniti.

In breve, le cose non sono solo come sembrano; basta un niente, come spostarsi di qualche metro, per vederne, magari, una diversa da quella che ha visto l’accusa.


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