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Il danno psichico nelle vittime di violenza domestica durante il Covid.

Veronica De agrò


Il presente lavoro, prendendo in considerazione la letteratura esistente, si è posto l’obiettivo di analizzare la violenza domestica ed in modo particolare l’incremento significativo avvenuto a seguito della pandemia da Covid-19.

Segue una ricerca empirica volta ad analizzare, in un campione di 104 donne, l’impatto della violenza domestica durante il periodo pandemico e le conseguenze in termini psicologici della violenza subita. Questo è stato possibile tramite un questionario “ad hoc”. Successivamente, tramite il BDI-II e il Los Angeles Symtom Checklist, è stata rilevata rispettivamente la gravità della depressione e la presenza di PTSD. I risultati hanno destato particolare interesse soprattutto perché sembra legittimo considerare l’ipotesi che tali ripercussioni sul versante psicologico e nello stile di vita della vittima, possano, se eventualmente denunciate e portate a processo e nei casi espressamente previsti dalla legge, concretizzarsi in risarcimenti che potranno assumere la forma di danno psichico.

Essendo il danno psichico una modificazione qualitativa e quantitativa delle componenti mentali psichiche, come le funzioni mentali primarie, l’affettività, il tono dell’umore e i meccanismi difensivi, gli esiti psicopatologici della presente analisi che si riferiscono a depressione PTSD presenti nelle donne del nostro campione, possono essere inquadrati nella valutazione del danno psichico in vittime di violenza domestica.

Dunque, come ampiamente descritto in diverse ricerche, la violenza ha un impatto forte e più o meno a lungo termine sulla salute della donna vittima di violenza. Nel campione di questa ricerca l’effetto sulla salute delle donne è indubbio. Quindi possiamo confermare che la violenza domestica causi un danno psichico e può essere utile tenere a mente i parametri utilizzati per effettuare una valutazione del danno.


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