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Minori autori e vittime di reato in contesti di criminalità organizzata

Elisa Presot


L’ambiente familiare tipico della criminalità organizzata di stampo mafioso è un ambiente saturo, non lascia spazio all’evoluzione personale ed originale di bambini e adolescenti che vi si trovano imbrigliati. Il nucleo familiare mafioso costituisce un mondo a sé in cui anche il concetto di “devianza” può assumere un significato diverso rispetto a quello a cui siamo abituati. Il comportamento deviante è definito rispetto a ciò che tutti categorizziamo come comportamento “normale”,sarà dunque opposto o molto diverso da un comportamento considerato normotipico. Dove la normalità è un codice mafioso, la devianza potrebbe concretizzarsi diversamente. Cambia inoltre il senso che assume per un adolescente nato in una famiglia mafiosa la decisione di ribellarsi a ciò che gli viene imposto come regola, spesso non è possibile.

I minori sono, in questo caso, vittime di un sistema che non permette loro di scegliere liberamente da quale parte stare, un sistema che potrebbe portarli a diventare autori dei reati e della violenza cui assistono. All’interno di questo elaborato verranno analizzati dei possibili percorsi considerati utili ad agevolare i ragazzi e le ragazze a compiere delle scelte libere rispetto al loro futuro. Verrà inoltre proposta una riflessione su come, a livello socio-educativo, sia possibile aprire strade che permettano ad adolescenti e bambini nati in ambienti, che sembrano in parte determinare la loro appartenenza a contesti criminali, di capire e decidere liberamente se si riconoscono in questa appartenenza o meno.


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